Un metodo non deve trasformare ogni situazione nella stessa procedura. Deve offrire un orientamento abbastanza chiaro da sostenere il lavoro e abbastanza aperto da accogliere ciò che non era previsto.
Il metodo di IN THE CHANGE si concentra su tre azioni: osservare, destrutturare, ricreare. Non sono fasi isolate né una sequenza rigida. Si attraversano più volte, con profondità diverse, mentre il progetto diventa più leggibile.
Osservare
Osservare significa sospendere per un momento la soluzione già immaginata. Una richiesta contiene informazioni importanti, ma anche abitudini, urgenze e definizioni che possono limitare la comprensione.
Guardiamo materiali, comportamenti, parole, numeri, relazioni e contesto. Ascoltiamo ciò che viene detto e ciò che resta fuori. Mettiamo in relazione identità, strategia, cultura e comunicazione.
L’obiettivo non è accumulare analisi. È riconoscere il punto nel quale la situazione reale e il racconto che ne viene fatto smettono di coincidere.
Destrutturare
Destrutturare non significa distruggere. Significa separare ciò che è vivo da ciò che continua per automatismo. Ogni progetto eredita categorie, strumenti e linguaggi. Alcuni restano utili; altri diventano una protezione contro il cambiamento.
In questa fase mettiamo in discussione domande come: dobbiamo davvero fare ciò che tutti fanno? Questo servizio esiste ancora per una ragione? Il sito deve seguire quella struttura? Il problema appartiene alla comunicazione o alla decisione che la precede?
La destrutturazione crea uno spazio nel quale è possibile scegliere, invece di ripetere.
Ricreare
Ricreare è il momento in cui l’osservazione e la critica diventano proposta. Una nuova identità, una strategia, un’offerta o un’esperienza non possono essere una semplice negazione del passato. Devono integrare ciò che merita continuità e dare forma a una possibilità ancora assente.
Per questo lavoriamo con concept, scenari, prototipi, testi e immagini. La forma serve a rendere discutibile e verificabile ciò che altrimenti resterebbe un’intenzione.
Un movimento circolare
Dopo avere creato una prima forma, torniamo a osservare. Che cosa produce? Quali resistenze emergono? Che cosa diventa più chiaro? A volte occorre destrutturare una parte della soluzione stessa e ricrearla.
Il metodo è quindi un movimento, non una scala da percorrere una volta sola:
- osservare per vedere meglio;
- destrutturare per liberare possibilità;
- ricreare per mettere la trasformazione alla prova della realtà.
Che cosa produce
Il risultato può essere un’identità, un sito, un piano, un laboratorio, un film o un’area test. Ma prima ancora produce una qualità diversa della decisione: il progetto comprende meglio da dove parte, perché sceglie e quali effetti vuole generare.
Non cerchiamo una forma originale a tutti i costi. Cerchiamo una forma necessaria, nata da ciò che il progetto ha riconosciuto.